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Volunia. Una vera novità italiana

Ricordatevi questa data: 6 febbraio 2012.

Lunedì prossimo, in diretta streaming mondiale, verrà presentato Volunia, il primo motore di ricerca totalmente made in Italy creato da Massimo Marchiori, professore all’università di Padova, con un passato al MIT, ma soprattutto con un zampino notevole nel colosso di Mountain View. Si narra infatti che sia l’algoritmo Hypersearch creato dallo stesso Marchiori ad aver ispirato Larry Page nello sviluppo del motore di ricerca più famoso ed efficiente del mondo.

Come sia esattamente andata la storia probabilmente non lo sapremo mai, ma è un fatto che Marchiori, tornato in Italia, abbia fondato una start-up, Volunia appunto, e che negli ultimi quattro anni abbia sviluppato un innovativo motore di ricerca che tra mille peripezie lunedì sbarcherà sul Web per i primi fortunati power users.

Sono orgoglioso di comunicarvi che io sono uno di questi fortunati “utilizzatori” e attendo trepidante la possibilità di iniziare ad utilizzare e testare questo motore di ricerca, certo di poter contribuire ad un prodotto che mi rende orgoglioso di essere italiano.

Citando lo stesso Marchiori al ritorno dalla sua esperienza all’estero, dico: “i grandi frutti adesso voglio farli germogliare nella mia terra”.

Io non me ne sono mai andato, ma voglio provare a far qualcosa per noi italiani e per l’evoluzione del Web nel suo complesso.

In bocca al lupo, Volunia!

Per una visione del mondo basata sui fatti

Questo è lo slogan di un sito Web meraviglioso che ho trovato navigando nell’oceano della Rete. Sono talmente entusiasto di questo sito che consiglio a tutti di andare a vederlo, e magari di scaricare il software da desktop che permette di customizzare l’infinita quantità di dati presenti nei suoi archivi. Il sito in questione è http://www.gapminder.org/. Andateci! Ne vale veramente la pena.

E visto che siamo in tema, vi incollo una screenshot di un grafico relativo alla penetrazione di Internet nel mondo.

Come potrete vedere, si tratta di dati aggiornati al 2007. Sull’asse sinistro (y) avete il numero di internauti ogni 100 abitanti, sull’asse in basso (x) il reddito per persona (calcolato come rapporto tra PIL e numero di abitanti aggiustato secondo l’inflazione), in alto a destra vedete i colori corrispondenti alle zone geografiche del mondo (l’Europa, per intendersi, è l’arancione). L’ampiezza delle bolle, gli indicatori per ogni paese, è basata sul numero di abitanti.

Ho evidenziato solo alcuni paesi che ho ritenuto rilevanti e, tanto per cambiare, potete vedere che l’Italia è quasi maglia nera in Europa (o meglio nella Ue) e forse anche nei paesi sviluppati; solo la Grecia è messa peggio di noi. C’è da riflettere no?

Ora, dalla screenshot non potete navigare nel dettaglio… ma… è un motivo in più per andare su questo fantastico sito.

Fatevi una domanda quantitativa sul mondo e molto probabilmente troverete – gratuitamente – una risposta ragionevole. Fantastico.

Siamo dannatamente fottuti?

http://www.youtube.com/watch?v=tTi1l6gdoQ0

Nel corso di questi ultimi mesi ho avuto modo di leggere, e soprattutto di parlare della situazione economica della nostra Italia e più in generale dell’economia occidentale con amici, colleghi… e con la mia coscienza.

Un uomo, qualche settimana fa, mi ha messo una pulce in un orecchio. La discussione nasceva attorno alla proposta del nostro governetto di inserire il pareggio di bilancio nella nostra bella Costituzione (a tal proposito si vedano anche i post precedenti). In particolare una frase del mio interlocutore mi ha scosso; questi mi ha chiesto: “Ma sei sicuro che il debito sia un male per definizione?”

Da quel momento in avanti, si è fatta largo in me la convinzione che il punto di vista ormai preponderante nei nostri governanti europei, secondo cui l’austerity è un must sempre e comunque, aveva in sé qualcosa di profondamente fuorviante. Sono arrivato alla conclusione che il momento economico che stiamo vivendo sia veramente eccezionale e che, data l’eccezionalità, le misure, le contromosse da mettere in campo dovessero essere parimenti eccezionali.

Oggi, sul Web (strumento questo sì davvero eccezionale), ho avuto la fortuna di imbattermi in questo articolo: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com/2011/08/si-chiama-christina-romer-e-una.html e non nego di esserne rimasto piacevolmente folgorato.

Consiglio a tutti di leggerlo, con la dovuta attenzione.

Come ho già iniziato a fare in precedenti post, voglio dire ad alta voce che forse esiste una strada alternativa per uscire dal pantano in cui stiamo rischiando di affogare. Ascoltiamo quanti come Christina Romer hanno il coraggio di dire e di agire oculatamente e secondo le evidenze empiriche (lei dice addirittura scientifiche) della (scienza) economica. E agire qui non significa spaccare il capello in quattro per capire se tagliare 20 o 30 o tutte le province d’Italia. Agire significa mettere in campo strumenti, stimoli REALI che consentano a chi investe di essere incentivato a farlo, a chi lavora di farlo con profitto e con un reale ritorno di portafoglio e a chi ci governa di farlo perseguendo il vero interesse della Cosa Pubblica. Agire significa avere coraggio e non arrendersi allo status quo perché, come dice la Romer, il quadro di lungo periodo è decisamente lugubre.

Io non mi rassegno al silenzio, dovreste farlo anche voi. Mettiamoci la faccia (vade retro Brunetta), in fondo non abbiamo altro che da perdere da un’Italia governata in modo infame, da un’Europa ottusa e da un’America in bilico tra pressioni oscurantiste e la paura strisciante di non essere più il paese al centro del mondo.

Parole in libertà

May you live in interesting times” (adagio cinese)

“Che tu possa vivere in tempi interessanti”…

in realtà pare che questo adagio cinese fosse rivolto ai nemici… ma a me piace molto… si presta a svariate interpretazioni…

Perché cominciare a scrivere un blog proprio adesso?

In questi ultimi mesi, densi di eventi, ho sentito il bisogno di riprendere a scrivere, e scrivere un blog… così come facevo nei primissimi anni 2000 sul vecchio portale Splinder.

In effetti, ho sentito il bisogno di condividere i miei pensieri con chiunque, vagando per la Rete, avrà modo di leggerli. Questo blog vivrà nel democratico Web e si alimenterà di “Parole in libertà“.

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