Archivi tag: Vendola

Il solito, becero… italico… trasformismo

DROME19_Supernatural_DanPerjovschi_2Mezzuomo: “Giornata impegnativa oggi, eh?

Monti, il Nano, Bersani, Fini, Montezemolo, Vendola e pure Grillo… Tutti hanno parlato. Tutti o quasi, però, a sproposito.

Non farò la cronostoria di quel che è stato. Non serve. La rete ne è piena. Tutti ne parlano, tutti danno una propria lettura e questo non è un male perché la discussione riaccende l’interesse per la politica. Credo sia però necessaria una triste riflessione. L’Italia con oggi si conferma la patria del trasformismo. Non che ce ne fosse bisogno, per carità, ma le dichiarazioni di oggi sono un susseguirsi di sproloqui da parte di persone, che, prima di essere politici, sono banderuole.

Dico questo con il solito amaro in bocca. Sono dispiaciuto che, di volta in volta, le mie aspettative vengano puntualmente tradite.

Cominciamo con Monti. Il discorso di oggi è stato importante ed interessante, non lo nego. Di dieci, cento, mille Monti avremmo bisogno in questo paese. Si è rivelato essere un politico molto più innovativo di forse tutti i politici italiani. Si possono condividere o meno molti aspetti della sua “agenda”, ma è un fatto che in pochi abbiano capito bene come lui cosa significhi far politica in Italia, in Europa e nel mondo, oggi. Due cose però stonano. La prima è certamente l’atteggiamento da dominus. Sa di avere in pugno la politica italiana e la “egemonizza”, cannibalizzando su di sé l’attenzione salvo poi dire: “Mh, non ho deciso! Sono centrista, ma non sto con nessuno. Non mi piacciono i partiti fatti da una sola persona. La politica italiana dovrebbe superare la separazione orizzontale tra destra e sinistra. Ecc.” La seconda, e più grave, è una diretta conseguenza della prima e si esplicita proprio nell’indecisione, nell’incapacità di scegliere, nel tentativo maldestro di mantenere il piede in due (o più staffe), per paura di perdere laddove una decisione venga effettivamente presa.

Poi si è visto e sentito il Nano. Ma di lui non parlo. Il mago del trasformismo, capace di tutto e del contrario di tutto. #nonlovoto #menevado

Poi c’è stata la grande delusione, almeno per me, di Ichino. Fino a ieri ispiratore di una parte sostanziale del programma di Renzi in seno al PD. Prima dichiara di non partecipare alle primarie data l’incompatibilità con la linea Fassina. E su questo chapeau. Poi, nel giro di un giorno, si dice addirittura pronto a ricandidarsi con una lista pro-Monti. Ora, dico io, possibile che nell’arco di un fine settimana una persona possa volare da un ramo all’altro come fosse una civetta, o peggio un gufo? Continuo a pensare che perdere la proposta di innovazione del mercato del lavoro propria di Ichino sia una grande perdita per il PD, ma se il signor Ichino è cotal personaggio… Beh… Rubiamogli le idee e mandiamolo amabilmente a quel paese.

Poi c’è stato Grillo a Bari. Ho sentito dieci minuti di comizio. Mi sono bastati. Ha detto di non aver mai detto (scusate il giro di parole, ma lo sto praticamente citando!) che dobbiamo abbandonare l’euro. Ha detto che sono stati Stiglitz e Krugman a dirlo e che questi non sono stati considerati terroristi, come invece viene considerato lui, il povero Beppe, che non avrebbe detto niente di così reazionario. Roba da matti! Dove ho vissuto negli ultimi anni? Non era un suo cavallo di battaglia l’uscita dall’euro? Bah?!?

Basta così. Sono avvilito.

Nella vita ciascuno di noi cambia la propria visione politica. Magari non in senso radicale (anche se succede a volte!), ma comunque il tempo, la dinamica sociale ed umana, la famiglia, il lavoro, ecc. portano ciascuno di noi a rivedere in tutto od in parte alcune delle nostre convinzioni. Guardate The Company you keep, se ne avete voglia. Ci sono motivi endogeni, appunto, che riguardano il modo in cui vediamo le cose ed esogeni, che riguardano il modo in cui le cose intorno a noi cambiano, che ci portano per così dire ad aggiustare il tiro, ma possibile che nella nostra politica abbiamo a che fare solo con banderuole che inesorabilmente si muovono al minimo soffio di vento?”

Annunci

Il giorno dopo della… “singolar tenzone”

Eccomi il giorno successivo al confronto tra i 5 candidati alle primarie del Centro-Sinistra a cercare di fare un punto della situazione.

Un duello, o meglio uno scontro tra 5 contendenti, una royal rumble all’acqua di rose insomma.

Veniamo al dunque. Diciamo due parole su quello che è stato un unicum nella storia almeno recente della politica italiana. Dovremmo perderci in una miriade di valutazione preliminari riguardo al metodo, alla dinamica, alla statistica, e a tutto quel che volete per dire qualcosa di preciso su quanto abbiamo visto ieri sera, ma preferisco dare giusto pochi spunti di riflessione. Perché? Presto detto. Alla fine dei salmi ciascuno di noi, che andrà a votare tra una decina di giorni alle primarie del Centro-Sinistra, metterà semplicemente una croce su un nome, mosso da un mix di pancia e razionalità, per cui credo sia giusto lasciare agli analisti lo sviluppo di un’interpretazione profonda di quel che è stato il confronto di ieri sera.

Una sola premessa credo sia doverosa. Per quanto apprezzabile lo sforzo di Sky di incalzare a raffica i contendenti, credo che i tempi di risposta fossero oggettivamente stretti e possano aver impedito, in vario modo a ciascuno dei candidati, di esprimersi concretamente sul proprio programma (e pensiero). Un minuto e mezzo a risposta su questioni che riguardano il (potenziale) governo futuro di un paese come l’Italia sanno davvero di pistola alla tempia e impongono risposte spesso troppo poco attendibili.

Detto questo, veniamo ad una sintesi candidato per candidato.

Bersani. Convincente, deciso, chiaro e sicuro di sé. Unica pecca l’espressività. Ho avuto l’impressione che non avesse alcuna voglia di trovarsi in quella situazione, di essere incalzato in quel modo e di essere trattato “come” gli altri. Che il favorito abbia peccato di superbia?

Renzi. Discreto, ma non così convincente. Che sia arrivato alla tenzone col fiato un po’ corto? Le risposte, per quanto accettabili, sono sembrate troppo spesso “imbeccate”. Ha mostrato una buona sicurezza per quanto abbia dato l’impressione di essere come quegli studenti universitari (secchioni!) che si preparano in modo maniacale le risposte senza però avere una totale padronanza dell’argomento che trattano. Insomma, il voto sarebbe stato un buon 28, ma siamo sicuri che all’atto pratico sarebbe in grado di ottenere un analogo risultato?

Vendola. Discreto, ma lagnoso e poco “avvenente”. Il suo elettorato ce l’ha, perché non provare a convincere anche qualcuno che non la pensa esattamente come lui? Mi è parso spesso stucchevole nel ribadire fino allo spasmo quelli che ritiene essere contenuti fondanti il suo modo di intendere la politica di governo di domani. L’avversione per il fiscal compact e l’ossessione per la parità di genere, per quanto questioni che meritano una sacrosanta attenzione, non sono tutto, io credo.

Puppato. Tranquilla, sicura (quasi) sempre, ma poco efficace nella comunicazione verso coloro che non sono esattamente “avvezzi” alla politica. Apprezzabile lo sforzo di confrontarsi contro i “mostri sacri” di cui sopra (in termini di seguito e visibilità), ma debole nel catalizzare l’attenzione di quelle donne che potrebbero essere forse l’arma in più per la sua campagna.

Tabacci. Piacevole sorpresa. Si badi bene, nutro le mie remore nei confronti di uno che ha cambiato molte casacche pur restando nel solco della vecchia Balena Bianca, ma va dato atto al politico di lungo corso di essersi presentato in modo sicuro, deciso e forse – comunicativamente parlando – vincente. Certo, parte con handicap, ma può dire la sua e portare contributi pragmatici ed interessanti ai programmi spesso troppo fumosi dei suoi avversari.

Insomma. Ma chi ha vinto? Bah, io credo che l’unico soggetto ad aver davvero vinto sia stato il Centro-Sinistra. Perde un po’ di smalto forse il PD in quanto tale, dato che su molte questioni i candidati sono sembrati appartenere ciascuno ad un partito d’ispirazione diversa. Vero è che il pensiero unico è poco interessante, ma non sarà forse che nel PD ci siano tanti pensieri quante sono le tessere di partito?

Certo, per converso, provate ad immaginarvi quello che potrebbe essere un confronto cui abbiamo assistito ieri tra i candidati alle primarie che escono dalle macerie dell’altro schieramento. Wow! Sarebbe difficile per Sky anche solo trovare le domande, figuratevi che cosa potrebbero essere le risposte!

Ho sempre più l’impressione che il solo sfidante del Centro-Sinistra nel 2013 sarà un certo Beppe Grillo. Uff…

Se mi chiedete un personale giudizio sulla sola performance di ieri sera, io dico in ordine: Bersani – Renzi – Tabacci – Puppato – Vendola. Attenzione però perché non sono affatto convinto che questi siano i veri valori in campo.

Ne vedremo delle belle dunque tra due domeniche. Chi vivrà… vedrà!