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Della débâcle pentastellata ovvero della politica incapace di alcunché

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Come dopo le politiche di febbraio ebbi a cospargermi il capo di cenere per non aver affatto percepito il successo che avrebbe avuto la compagine grillina, così dopo queste amministrative posso vantarmi di aver pronosticato per tempo un crollo dei pentastellati.

Sono bastate le prime uscite in Parlamento e la tornata elettorale in Friuli di qualche tempo fa per convincermi che il movimento nato dal successo del piazzista Grillo avrebbe avuto una vita a dire poco difficile.

Ne ho visti e vissuti tanti di movimenti nella mia relativamente breve vita per poter affermare con forza che queste compagini politiche sono in grado di moltiplicare le proprie forze solo canalizzando l’attenzione su argomenti specifici, ma soprattutto solo se, nel tempo, sono in grado di non disperdere il proprio, mi si passi il termine, spirito rivoluzionario. Grillo, per adesso, non è sembrato in grado di scaldare di nuovo i bollenti spiriti di quegli italiani che appena 3 mesi fa lo avevano votato in modo plebiscitario ed il motivo è, con buona pace del buon Beppe, che l’italiano è fondamentalmente un uomo cui non piace cambiare, cui non piace faticare più del giusto e che intende cambiare la strada vecchia per la nuova solo quando la vecchia sia clamorosamente impraticabile.

L’insuccesso del PD a febbraio, quello di Grillo oggi e contestualmente il crollo della partecipazione ad un voto amministrativo dove, storicamente, la gente a votare va, sono la prova provata di quanto ho appena detto. La parabola di Grillo, quindi, deve essere letta non tanto o non solo come una sconfitta o come il tramonto del comico genovese quanto piuttosto come l’ennesima prova di una politica priva di ogni tipo di considerazione agli occhi degli italiani.

Eccoci però al corto circuito. Siamo in un paese dove la politica ormai è priva di ogni genere di autorità agli occhi dei cittadini eppure comanda. Ci sono un governo, un Parlamento e chi più ne ha più ne metta, ma nessuno e dico nessuno per ora pare in grado di far qualcosa per gli italiani non sulle spalle (o peggio alle spalle!) degli italiani!

Il FT oggi ha certificato il nulla assoluto del governo Letta, la fronda grillina fa implodere l’unico gruppo parlamentare che avrebbe potuto, forse, interpretare la pancia degli italiani… Ma allora, mi dico io, quanto ancora potrà tirare avanti una situazione così ridicola?

Ho paura. Molta paura. Bisogna stare attenti perché il confine tra noi e la Grecia, o peggio, la Turchia, si fa sempre più labile. Occhio che ridendo e scherzando, nell’ultimo mese, tra un IMU sospeso, il trentesimo e passa calo consecutivo della produzione industriale, una disoccupazione al record dal ’77 e… un Hindenburg Omen che incombe, la possibiltà di rivedere un FTSEMIB sotto i 15000 non è affatto peregrina… E se mai dovesse rompere quella quota, tornare al clima da guerra civile (<12000) non è poi così improbabile!

Beppe, sveglia! Enrico, sveglia!
…cazzo! E scusate il francesismo!

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Povera Italia

Questi due ci prendono in giro. Il mondo si fa beffe di noi.

E noi?

C’incazziamo… ma neanche poi tanto.

Il teatrino del duo Sarkò-Merkel all’ennesimo summit inconcludente è stato decisamente di cattivo gusto.

Un giornalista ha chiesto loro se l’Italia ce la farà ad onorare l’impegno della crescita presentando un programma concreto. Il duo (o meglio la Merkelona) ha risposta sorridendo, facendo “spallucce” e restando decisamente sul vago. Poco dopo, lo stesso giornalista, ha chiesto se Berlusconi avesse dato loro l’impressione di rendersi conto della gravità della situazione e se mai avesse “rassicurato” l’Europa, il duo (o meglio il neo-padre Sarkò) si è messo addirittura a “ridere”!

Ora, al di là della caduta di stile del nano francese (… e che caspita, non ce l’avremo mica solo noi un presidente nano!) e del silenzio colpevole della signorotta tedesca, il problema è grave, gravissimo.

L’Italia esce dalla giornata di oggi con le ossa ancora più rotte di ieri. Vediamo come reagiranno i mercati domani (per quanto il comportamento schizofrenico di questi ultimi tempi potrebbe far presagire anche una corsa verso l’alto che non rispecchia i fondamentali), diamo altri due giorni a Silvio per presentare questo benedetto dl sulla crescita (la scadenza imposta dall’Europa pare sia proprio mercoledì), ma la malattia resta, anzi, peggiora.

Certo, quel che passerà alla storia della giornata di oggi (al di là del terremoto in Turchia e dell’infausto evento occorso in MotoGP) è che l’Italia dal 23 ottobre 2011 è stata accostata senza mezzi termini alla Grecia, che l’Europa ed il mondo si fanno beffe di noi e che, tanto per cambiare, il nostro Presidente del Consiglio continua imperterrito a dare sfoggio delle sue peggiori qualità… ma, in fondo, lui è l’imprenditore migliore degli ultimi trent’anni di storia italiana e non ha mai perso nessuna delle sfide che ha affrontanto e quindi ce la farà… Sigh!

Che tristezza, che peccato.

Oggi tutti vorremmo trovare un minimo di fiducia nei nostri mezzi che, comunque, è innegabile ci siano, eppure, anche stasera, e più di ieri, la speranza lascia spazio al disincanto e alla disperazione.

Beh, domani è un altro giorno, sarà lunedì, e, come al solito, mi rimboccherò le maniche per produrre quella minima percentuale di PIL che fa bene al mio portafogli prima di tutto ed al benessere del Paese, speriamo lo facciano anche i nostri governanti.