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Non so come dire…

UnknownSon deluso forse? Amareggiato? Disincantato?

O forse semplicemente. Sono incazzato.

Eppure non lo so. Provo un misto di sensazioni, mi balenano pensieri profondamente contrastanti. Da un lato, sono deluso per aver votato un cambiamento che poi ha scelto la strada che aborro pur di andare alla guida del paese. Dall’altro, sono strafelice che la ridicola esperienza Letta si chiuda qui. Forse non poteva essere altrimenti.

Poi però mi fermo a pensare e mi dico che se davvero si vuole il cambiamento, si deve avere il coraggio di misurarsi con la realtà, con le elezioni, con i nemici e con i sistemi elettorali.

Ci penso un attimo in più e mi chiedo però se tutto ciò che sta accadendo non sia la naturale conseguenza di un partito, quello per cui ho votato, che pur essendo clinicamente morto, appiattito com’è sulla sola figura oggi in grado di parlare, Renzi, continui a fare il bello, o meglio, il cattivo tempo dall’oltretomba. E oggi, o meglio ieri, l’ha dimostrato ancora una volta.

Mi sento a disagio per un modo di fare politica che è lontano anni luce dal mio sentire, eppure, mi fermo a riflettere e fantastico sugli scenari che potrebbero aprirsi ora che il tavolo è stato ribaltato come nei migliori film western. Mi chiedo se Renzi non sia in tutto e per tutto un cambiamento di paradigma che fatico a comprendere.

Forse è così, ma insomma, da che parte sto?

In 15 anni di politica, da quando la seguo davvero con attenzione, non mi ero mai trovato così a disagio. Ne ho viste e patite tante. Un annetto fa, come testimonia questo blog, pensavo di averle viste tutte. Evidentemente mi sbagliavo. Ho avuto le mie buone remore a passare dalla parte di Renzi, ma in quel caso ero riuscito a pensare in modo freddo, distaccato, senza dubbio cinico e razionale. Con certosina attenzione avevo messo in fila i pro ed i contro, valutato le alternative, i possibili scenari. Oggi, in questo contesto, tutto mi è più difficoltoso, quasi che non volessi trovarmi in una situazione di questo tipo, incapace di interpretare senza emozionarmi la realtà venuta alla luce.

Ma insomma, da che parte sto?

Sono incazzato nero, ma sto ancora con Renzi. Dopo il putsch d’alemiano nei confronti di Prodi nel ’98, mi ero detto “mai più”, ma oggi devo smentirmi. Sto con Renzi perché credo non sia solo fame di potere la sua, ma perché credo ancora sia l’unico in grado, oggi, di cambiare qualcosa pur avendo una visione delle cose che non è la mia.

Se si rivelerà uno statista, od un fuoco di paglia e dunque una tremenda delusione, lo vedremo presto. Per ora ha vinto la partita con un gol in fuorigioco, vediamo se riesce a compattare la squadra e a vincere il campionato.

Forse in fondo ci spero ancora.

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