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A volte ritornano

Parlando con amici qualche giorno mi ero ripromesso di tornare parlare. Scrivere è un po’ una necessità, spesso un modo per sfogare un po’ del disagio e dell’inquietudine che almeno io vivo in questo che, come abbiamo detto, non è un paese per giovani. Poi però i giorni passavano ed inevitabilmente continuavo a dare a questo proposito la priorità ennesima e quindi, come succedeva da mesi a questa parte, non ho scritto alcunché.

Ba_ee6YCQAEBqSX.jpg-largePoi è venuto il giorno delle Primarie 2013 ed intorno a questo argomento, devo dire, mi sono trovato in una discussione che mi ha scosso come non mi succedeva da tempo. E allora ecco che la necessità di sfogarsi si è rifatta più forte di prima e… Eccomi qua.

La discussione (o meglio lo scazzo!) ruotava intorno alle solite questioni. Il destino del PD, la sorte dell’Italia, Renzi sì, Renzi no, Renzi è un cattivo politico come gli altri, è un burocrate più degli altri, Cuperlo è onesto, D’Alema non c’entra nulla con tutto quello che si dice abbia fatto, Civati non rappresenta neppure se stesso e bla, bla, bla. Un po’ sono stato al gioco, un po’ ho tollerato, un po’ ho ascoltato poi una parola, una frase infelice ed il vaso è traboccato… Da quel momento non si è potuto che degenerare. Mi spiace aver alzato la voce, mi spiace ancor di più averlo fatto nei confronti di una persona a me cara, più anziana di me e che stimo molto, ma a tutto c’è un limite. C’è un limite alla decenza e, se volete, c’è un limite anche nella visione di coloro che oggi pensavano che Cuperlo potesse salvare una barca ormai colata a picco. E questa sera ne abbiamo avuto la dimostrazione quando la vittoria del bamboccione del Valdarno è deflagrata in seno al PD. I miseri 300.000 voti di Cuperlo sono l’emblema del fallimento di un establishment che ha fatto il suo tempo, che ha tenuto botta in momenti anche importanti nella Seconda Repubblica, ma che, ahimé, rappresenta una storia fatta principalmente di sconfitte che hanno fatto male prima all’Italia che al PD stesso.

Che Renzi possa essere la chiave per risolvere il malessere di questo paese è tutto da dimostrare. Ho scritto in tempi non sospetti quanto non mi stia simpatico, quanto sia distante dal mio sentire e quante e quali siano le mie perplessità sul personaggio, ma da tempo ormai credo rappresenti l’unica carta ancora spendibile.

Deve dimostrare molto, anzi tutto, viste le esperienze incolore da presidente di provincia e sindaco, ma l’alternativa oggi non c’è, checché se ne dica. Volendo provare a cambiare qualcosa in questo paese in malora, non credo ci fosse e ci sia altra strada. Ora non ci sono più alibi, quel che è stato è stato, è tempo che Renzi cominci a raddrizzare un governo che obiettivamente è inviso alla gran parte di noi e cominci a realizzare qualcosa di quanto finora promesso.

 

Certamente il sindaco di Firenze ha dalla sua che siamo in uno stato comatoso e che per quanto non ci sia fine al peggio tanto peggio di così non credo possa andare, comunque la mettiate però non c’è più tempo da perdere. Qualcosa si può ancora fare ed è doveroso farlo.

La palla è sui tuoi piedi, Matteo, ora vedi di segnare.

 

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Bentornata!

Mezzuomo: “Bentornata, amica massaia. Di questi tempi, tornare nel nostro paese non è così semplice. Si vedono cose fuori da qui che spesso ci fanno invidiare i nostri vicini, purtroppo.

Lungi da me rinnegare il mio paese o, peggio, denigrarlo, ma è chiaro che da noi ci sono un bel po’ di cose, come dire, da raddrizzare.

In effetti, le peripezie del Nano continuano ad essere il sintomo di un malessere generale. Un malessere generato dal disprezzo nei confronti dell’elettorato, delle persone che silenziosamente mandano avanti questo paese e che meriterebbero ben altri rappresentanti nei delicati ruoli istituzionali. Eppure, come hai visto, non è bastato andare a Bruxelles e cospargersi il capo di cenere… Quel Nano malefico è tornato in patria ed ha riiniziato a comportarsi come un volgare tribuno convinto di poter convincere la plebe e veicolarne il consenso a proprio uso e consumo. Peccato per lui che i tempi siano cambiati e che l’antica Roma sia solo un lontano ricordo.

Detto ciò, comincio ad essere intollerante. Non voglio più parlare di LUI, non si merita attenzione e non ci deve distrarre dal vero obiettivo di queste elezioni, dal votare per avere, domani, un governo politico (eletto!) che sia migliore di quanto non abbiamo visto in questi ultimi anni ed escludendo la parentesi tecnica che da questo lato non può essere giudicata.

Ecco, a proposito di tecnici. Vedrai, Monti non si farà tirare per la giacchetta. Non è un uomo avvezzo al confronto, nel suo modo di agire non prevede di poter essere dalla parte sbagliata e banalmente di poter perdere. Questo credo sia il suo più grosso limite e questo credo sia il motivo per cui lo rivedremo negli scranni che contano, ma non come un qualsiasi politico eletto dal popolo. Vero è d’altra parte che di persone come Monti ce ne sono ben poche e ce ne sarebbe un gran bisogno.

Detto ciò, siamo alle solite. Il tuo amico Baffino, in effetti, ci ha un po’ divertito.

vignetta-staino-dalemaMassimo, parlo con te. Lascia stare, Massimo! Non è questo il modo per vincere. Si vince convincendo la gente del progetto che s’intende attuare, non attaccandosi alle regole e impermalendosi intorno alla figura di Monti che, si sa, avresti una gran voglia di vestire con una tua maglietta, per quanto liberale, liberista e conservatore questi sia. I problemi sono altri. La gente questo lo sente e lo vede nelle proprie tasche e nella vita di tutti i giorni. Fate pure le primarie per i parlamentari, non fissatevi però su numeri e regole, anzi, ripeto visti i tempi, preoccupatevi di approntare e dirci chiaramente quel che volete fare. Non vorrete farci credere che non avete ben chiara la direzione in cui andare, eh? Levatevi di mezzo quei 10 rompipalle che vogliono la deroga e vogliono tornare in tutti i modi in parlamento, fate scegliere a Bersani (che le primarie le ha già vinte!) più del 10% delle liste e poi mettete un punto. Siete arrivati lunghi a causa della prematura fine della legislatura, e di questo non ne siete responsabili, dunque, di primarie vere, parlatene al prossimo giro. Il problema oggi è come volete governare l’Italia, come intendete riportare un po’ di vera equità sociale e come restituire dignità alla gente tramite il lavoro.

Tutto il resto è noia!”

Democrazia… nella palude… italica

altanRispettosa massaia della palude: “Il 12 12 12 è cominciato tristemente. Non credo ancora alla svolta, ancora non ci penso però son contento, so cosa regalare a B. Un bel lampeggiante giallo con stroboscopio e bip automatico per la retromarcia (che ultimamente è la manovra che gli viene meglio), mi sa che questa volta sia rimasto un po’ sorpreso dal contropiede di Monti! E domani al PPE icché gli inventerà? Sarà una roba da annali!

Certo, anche Grillo mi sa che l’ha fatta fuori dal vaso e probabilmente l’ha pure pestata. Vediamo domani se ci scivola sopra e dove e come casca.

Bella invece la storia del PD, che mi dici?”

Mezzuomo: “Toh. Che giornata strana questo 12 12 12. Tanto unica nella data quanto negli eventi. Ripercorrerla è roba dura ed in effetti credo che sarebbe uno sterile esercizio di stile, vista la velocità con cui le cose cambiano… E soprattutto data la lunaticità del Nano.

La sintesi più calzante di quanto si è visto oggi si deve a David Parenzo, co-conduttore de La Zanzara su Radio 24, che stasera dopo i numeri del Nano alla presentazione del libro di Vespa ha detto di essersi stupito solo di non aver visto due infermieri in camice bianco andare a prendere il nostro ex-presidente del consiglio per rinchiuderlo in un istituto ex-legge Basaglia. Non credo ci sia bisogno di dire altro. Il Nano ormai si fa male con le sue mani e, obiettivamente, non ha più neppure il controllo di quel che dice.

Più interessante è invece l’incattivirsi di Grillo. Cerchiamo di analizzare la questione da due punti di vista. Il primo, più prettamente di metodo, riguarda la novità delle primarie per la scelta delle liste tramite primarie (“parlamentarie”) on-line ed il secondo, di merito, sulla polemica e contestuale espulsione di alcuni militanti, rei di aver messo in discussione il grillo/casaleggismo. Sul metodo, io apprezzo il nuovo, si sa, per quanto ritenga che quando si corre troppo si rischia di non esser capiti e forse di cadere nell’errore di innamorarsi delle proprie idee e del proprio punto di vista finendo per perdere l’obiettivo vero. E l’obiettivo vero è l’individuazione di candidati puliti e competenti per il Parlamento. Ecco, non credo che 5 minuti di video su Youtube possano essere un buon viatico per trovare pulizia e competenza. Sul merito, Grillo (e Casaleggio) si sono mostrati per quel che sono. Agitatori di folle, cavalieri di sdegno, populismo e malcontento che non tollerano i distinguo ed, in generale, le persone che mettano in discussione il verbo. Signori, avete visto il blog del sig. Grillo? Dov’è la discussione? Non esiste la discussione riguardo alle parole del leader, ci sono migliaia di discussioni e dibattiti tra la gente che commenta, ma le parole di Grillo sono sacre e lui non interviene praticamente mai in risposta a spunti che vengano dal basso. Questa è democrazia? Io ho i miei dubbi e continuo ad averli. Speriamo che la gente, piano piano si accorga che il comico genovese alla fine, pur con tantissime belle idee, vende solo fumo.

Sul PD invece mi riservo di rispondere più corposamente quando gli eventi saranno più chiari. A pelle credo che l’idea sia molto interessante, ma credo anche che non si debba fare “per forza”, visti soprattutto i tempi stretti. Il rischio di una tale corsa è quella di costituire liste da votare che, di fatto, siano ancora espressione del solo apparato di partito. Com’è possibile veicolare gente nuova, nuove voci che possano esprimersi, ma soprattutto farsi conoscere a due mesi dalle elezioni? Ecco, per adesso dico che questa bell’idea sarebbe stata una carta da giocare con più attenzione e riflessione, magari alle prossime elezioni europee, o regionali, che comunque dal 2014 in avanti saremo chiamati ad affrontare.

Mi pare, quindi, che la nostra democrazia oggi più di ieri mostri qualche barlume di ripresa, che non sia morta come sembrava? Chi vivrà, al solito, vedrà. O no?”

Rieccolo

Rispettosa massaia della palude: “Quanto ci costano le scelte politiche come quelle di Berlusconi e del PdL di ieri? In quanto tempo un eventuale inasprimento dello spread potrebbe bruciare una quantità di denaro, cheneso, paragonabile al fondo di copertura per gli esodati?”

ImageMezzuomo: “Eh, bella domanda. Risulta sempre molto difficile cercare di valutare l’impatto finanziario di certe dichiarazioni e di certi comportamenti anche e soprattutto perché le reazioni istintive sono per definizione irrazionali e dunque incontrollate. La strada più probabile, come pare sia emerso dalla conferenza di Alfano, è una crisi pilotata che porti ad anticipare il voto ai primi di marzo. In queste situazioni basta un nonnulla che… Sai, le variabili in gioco son talmente tante che non risulta affatto facile uscirne bene.Quel che è certo è che il PdL intende dare l’eutanasia a Monti, senza però farsi trovare con la pistola fumante in mano. I motivi sono molteplici per quanto, io credo, il principale al solito sia la giustizia. Lo Psico Nano ritiene che Monti abbia violato quel patto non scritto, quel salvacondotto che avrebbe potuto salvare la sua persona finché non verrà rinchiuso nel suo stesso mausoleo. Il Consiglio dei Ministri infatti ha approvato oggi il Dl relativo all’incandidabilità di (certi) condannati, ma soprattutto una sorta di “autorizzazione a procedere” nel caso un eletto venga condannato durante il proprio mandato con sentenza passata in giudicato che ne determini l’immediata decadenza da ogni carica. Lo Psico Nano, insomma, ha paura che una volta rieletto (in Parlamento, e quel posto non glielo leva nessuno) venga condannato in almeno uno dei suoi mille processi e che di conseguenza gli tocchi dimettersi, tutto qua. Questa è la sua battaglia, lo è sempre stata e finché non se ne andrà ad Hammamet combatterà. Mettiamoci l’anima in pace. Io vi (ri)dico la mia, per me il Nano è il passato. Punto…. Su questo aspetto vostri commenti.

Veniamo però alla domanda vera, cara massaia… Visto che mi stavo perdendo per strada. Lo spread è un falso problema se si tratta di fiammate di breve periodo, così com’è un falso successo quello che declama Monti, visto quel che è successo ieri e vista la volatilità che ha dimostrato il nostro differenziale rispetto ai bund. Lo spread è un problema se s’instaura un trend negativo dovuto all’andamento del nostro tasso laddove il bund dovesse restare stabile. Ciò imporrebbe nelle successive aste di rifinanziamento di “rinnovare” il debito a tassi più alti di quanto non lo siano stati quando quel certo pezzetto di debito (che andiamo a sostituire) era stato in origine generato.

Se dunque cerchiamo di quantificare l’impatto si va sul difficile. E su questo sinceramente dovrei documentarmi. I veri problemi, infatti, sono venuti da trend lunghi mesi (come tra l’estate 2011 e il marzo 2012) e non è ben chiaro quanto ciò abbia influito sulle casse dello stato. Potrei dilungarmi sulla questione andando a fare un conto della serva sull’andamento del nostro debito/PIL di quel periodo, ma le componenti da analizzare sono talmente tante che forse… mi perderei nella palude… ed avrei bisogno che tu, massaia, mi rimettessi sulla retta via.
Ergo lasciamo stare per il momento i numeri. La domanda la faccio a voi. Pensate che le scelte del PdL possano avere un impatto sulle elezioni ormai alle porte? Son curioso di sapere che ne pensate.
Uomo: “A me pare che siamo di fronte all’ennesimo teatrino della politica italiana, proprio nello stile della Prima Repubblica. La tempistica è indicativa. La scorsa settimana primarie del PD. Successo del candidato vincitore prevedibile. Si ricandida “automaticamente” lo Psico, con Alfano che dice “a questo punto le primarie non sono più necessarie”, a ricordarci ancora una volta che quello non è un partito, non è una coalizione, ma solo una emanazione delle velleità dello Psico. Mi pare un percorso già visto, già annunciato, già segnato. Mi pare che non ci sia nulla di nuovo nel panorama politico, nonostante la grande prova di democrazia che sono state le primarie del PD. L’esperienza dei tecnici si avvia verso la fine. Il rigore lo dovevano applicare loro. Mai nessun politico avrebbe avuto il coraggio di compiere scelte così impopolari come quelle viste negli ultimi mesi, con una tassazione che è arrivata a livelli esosi, colpendo le solite categorie e lasciando inalterati i privilegi delle solite cricche. Pagando certamente le scelte scellerate e allegre dei governi dello Pisco…Ma questo non basta certo a spiegare tutto. Rigiro allora la domanda al nostro economista da strapazzo, dove saremmo ora se le primarie non le avesse vinte “il partito”, ma il caro Matteo?!”
Mezzuomo: “Chi è l’economista? Non ne vedo in giro. Provo a rispondere alla domanda politica. Cosa sarebbe successo se avesse vinto Matteo.
Beh, per ora molto poco, visto che l’unica cosa davvero importante è vincere alle prossime politiche. Resta il fatto, però, che nelle dinamiche interne alla politich(etta) italiana qualcosa di grosso sarebbe potuto succedere. Il Nano, in primis, non sarebbe proprio stato della partita, secondo me. Le primarie sono state un grande successo democratico, è vero, ma anche la dimostrazione che l’Italia anche nel suo lato progressista, è un paese che non vuole, o meglio, ha paura di cambiare. Se avesse vinto Renzi domenica, sarebbe stata una deflagrazione per l’establishment del PD e contestualmente la morte sicura del Berlusconi politico, assolutamente non in grado di tener botta ad una persona di quarant’anni più giovane e per molti versi a lui simile. La vittoria di Bersani ha per così dire “ringalluzzito” il Nano che tenta adesso di far saltare il banco, per scappare come al solito col malloppo, cavalcando magari lui l’idea di rottamazione e di ricambio generazionale (tra i suoi e non solo).
Non credo che il Nano vincerà, però, dobbiamo combattere fino alla fine per scongiurare il rischio che gli italiani continuino ostinatamente a non voler cancellare uno dei periodi più scelerati della nostra storia.
Sul lato economico, mi astengo. Bersani implicitamente sostiene che la strada sia già stata in gran parte tracciata da Monti, e a me la cosa non entusiasma, Renzi non abbiamo idea di quello che avrebbe fatto, se non una revisione del modo di spendere i quattrini, cosa che a me faceva molto gola, sinceramente. Un’altra cosa su cui possiamo essere piuttosto sicuri è che non avremmo visto una tale accelerata nella crisi del governo Monti se Bersani non avesse vinto e dunque Silvio non fosse sceso in campo. Credo, invece, che saremmo andati galleggiando fino a primavera con una situazione di spread stazionaria (o forse anche al ribasso), e senza grossi scossoni.
Evidentemente, però, tutto ciò è troppo lontano dal nostro modo di concepire la politica. In fondo, noi italiani non sappiamo neppure cosa sia la Realpolitik di bismarkiana memoria.
Riusciremo ad uscire da questo limbo? Non credo per quanto lo voglia fortemente.
La domanda dunque è: Bersani ci farà da Caronte portandoci all’Inferno oppure si guadagnerà la caratura di statista e ci riporterà nel mondo “normale”?”

Una prima valutazione di quel che è stato

12-11-24

Uomo: “Ed i pronostici si sono dunque avverati…Che ne dici di questo risultato? 

In fondo ce lo aspettavamo. 

Ti sottopongo però tre spunti di riflessione:1) Renzi che vince nei “suoi” territori…2) D’Alema e Bindi che si “riaffacciano”…3) Berlusconi che alla luce di questo risultato si ricandida (?)…”

Mezzuomo: “In effetti i pronostici si sono avverati, ma per pronunciarmi sul risultato ho bisogno di far passare un po’ di tempo. Ho paura che la fretta sia cattiva consigliera nel valutare a caldo uno dei passaggi che si rivelerà l’evento cardine della storia italiana del 2012. Sì, su questo mi sbilancio. Credo che quanto accaduto intorno a queste primarie rappresenti l’unica novità interessante di quest’anno. Parliamoci chiaro. Monti ha fatto il suo tempo ed è tutto sommato normale che, pur nella difficoltà, la politica riprenda pian piano il suo posto. Le primarie si son rivelate un buon inizio.

Visto però che lanci il sasso, anzi, i sassi, cominciamo col fare qualche ragionamento.
1) Renzi. Esce ridimensionato dal ballottaggio, ma questo era prevedibile. Era impensabile che raccogliesse voti nel bacino di Vendola, ma soprattutto era impensabile che potesse vincere laddove non potesse catalizzare nuovi elettori, dato che le regole prevedevano l’impossibilità di iscriversi, per così dire, “in corsa”. In effetti, esce ridimensionato proprio nelle regioni rosse… Ma avrebbe potuto essere diversamente? Non credo, in fondo se quelle regioni sono rosse ci sarà un motivo, o no? C’è però da riconoscere al sindaco che, e vengo a 2), in realtà potrebbe essere riuscito laddove nessuno era riuscito prima, ovvero mettere da parte definitivamente proprio D’Alema e la Bindi. Entrambi, infatti, “si riaffacciano”, è vero, ma escono con le ossa rotte dalla tenzone. Il loro ricomparire a vittoria (di Bersani) ottenuta, sa molto di “canto del cigno”. Il D’Alema calimero berlusconizzato, che si scaglia contro tutta la stampa rea di aver dato contro a Bersani, sventato il pericolo, pare non voler ricandidarsi e limitarsi a dare un contributo dall’esterno… Beh, lo vedo molto più probabilmente a veleggiare nel Mediterraneo sulla sua barca a godersi la lauta pensione piuttosto che partecipare attivamente dall’esterno. No, non credo che Baffino accetterebbe un ruolo del genere. La Bindi? Dopo lo sproloquio di domenica scorsa, si è data una regolata. Non farà l’auspicato passo indietro, ma prevedo per lei uno scranno moooolto appartato in Parlamento. Ormai è sotto gli occhi di tutti. La signor(in)a from Sinalunga ormai appartiene alla sagra degli impresentabili.
Dunque, 1) + 2), siamo al punto più importante. Secondo me, Renzi DEVE mantenere quanto affermato. Deve restare leale al PD e non smettere di pungolarlo, anzi, deve impegnarsi, questa volta dall’interno – un bagno di sana umiltà gli fa altro bene in effetti! – a portare avanti la ventata di novità nei tempi, nei modi, nei ritmi e nei programmi che porta con sé. Se rompe col PD, a questo giro, il bipolarismo in Italia muore, a meno di non inventarsi una legge elettorale totalmente maggioritaria, cosa molto lontana da venire in quest’Italia di campanili e piccol(issim)e rendite di posizione.
Infine Berlusconi. E 3). Lo (Psico)Nano. Ah, gode come un riccio! Scusa la finezza. Con Renzi non ci sarebbe stata partita, e quel vecchio marpione lo sapeva. Con Bersani è convinto di giocarsela, per cui, pare oggi voglia tornare in campo. E con quest’ultima uscita siamo 4 – 4 (su Twitter si è formato un gruppo di persone che sta cercando di tenere il punteggio della partita “Mi candido” VS “Non mi candido”).. Chi vincerà? Vuoi provare a scommettere sul risultato esatto?
Se ti ricordi, in tempi non sospetti, davanti al solito crostino di fegatini ed ai tortellini panna e prosciutto, pronosticai che Silvio era finito. Lo confermo. Per me Silvio è finito. Qualcosa in fondo credo abbia insegnato un anno di lacrime e sangue come quello di Monti. Ha fatto capire agli italiani che il paese in cui vivono non ha i ristoranti pieni!”

Dialoghi molto attuali… Un punto sulle primarie ante-ballottaggio

Un nuovo format, uno scambio di battute molto attuale con un caro amico.

Uomo: “Hai visto il tuo povero amico “Tabaccio” ha preso l’uno per cento!? L’ha votato solo ******, è sicuro. Comunque Renzi avanza come un carro armato. C’è pericolo”.

il-confronto-finale-tra-bersani-e-renzi-in-pr-L-tSo1clMezzuomo: ” ******. Unico come sempre! Allora, la questione Renzi è storica. Credo che sia un pungolo necessario per una classe dirigente PD ormai cristallizzata che ormai non era altro che la riproposizione con colori “smunti” dei partiti  del centro sinistra della Prima Repubblica. Certo, quel gallettino del Valdarno ancora non ha masticato nulla della politica fatta nei palazzi romani e potrebbe scottarsi presto. È un provincialotto montato e non è facile comandare tra lobby, privilegi & co. Comunque resto convinto che domenica Bersani vinca a mani tutto sommato basse e la questione Big Bang Renzi ricomparirà al momento della costruzione delle liste per il 2013…”.

Uomo: “Penso anche io che la questione Renzi sia stata tutto sommato una questione di stimolo provocatorio al rinnovamento, ma ovviamente la gente penso si sia accorta che il Renzi manchi di tutta l’esperienza e la “presentabilità” per potersi affacciare a Roma e soprattutto in Europa. Certo è che i suoi voti li metto insieme a quelli di Grillo: nel senso che bisogna veramente che i partiti ascoltino questo malcontento generale, questa antipolitica che dilaga”.

Mezzuomo: “Il problema di fondo è proprio quello! In Italia la gente si fa abbindolare da chi parla bene, si presenta come messia ed innovatore, ma poi in fondo razzola male. Renzi diventerà un grande leader nel momento in cui si renderà conto che i partiti a qualcosa servono e che i movimenti son poca cosa se non strutturati. Con il 2013 si potrebbe aprire anche la Terza Repubblica, ma solo se e solo se si comincerà a restituire credibilità alla politica, quella vera, che è prassi e gestione della res publica in un’ottica di bene comune. Bersani è uomo perbene, ma è troppo legato a modelli e figure dal passato poco edificante. D’altra parte di Renzi non si sa quanto ci sia di vero e quanto di montato. Ho quindi una paura matta che perderemo un’altra occasione! Si cambierà per non cambiare… A meno che non ci sia qualcuno che da fuori ci imponga di cambiare, ma viste le condizioni dell’UE di oggi, non sono così ottimista”.

Uomo: “Il fatto è che con una destra in queste condizioni, dilaniata da vent’anni di monocrazia berlusconiana, vincere sarebbe obbligatorio. Eppure anche io ho un po’ la tua paura, quella di perdere per l’ennesima volta la grande occasione. Maremma diavola, ma è possibile dare un voto ad un comico ciarlatano? Ma la politica, con tutte le sue storture e schifezze, sarà ancora qualcosa d’altro da slogan, battute o semplicemente anti-politica, spero. Quelli di Renzi mi sembrano solo grandi flash ad effetto, adatti ad abbagliare, ma quasi privi di contenuti. Mi pare anche nauseabondo il suo continuo parlare di rottamazione, parola che trovo anche offensiva e sgradevole. Il fatto è che venti anni di vuoto politico hanno il loro peso, e ci vorranno anni per recuperare quel senso civico che un’intera nazione ha perso. Credo davvero che solo in prospettiva storica riusciremo a renderci conto del disastro che sono stati questi venti anni di dittatura soft”.

Mezzuomo: “Come al solito, le valutazioni si faranno dopo che le schede, quelle di marzo 2013, saranno conteggiate, ma qualcosa credo si possa già dire:

1) La questione dell’occasione.

Oggi come in pochi altri momenti dei 70 anni di storia della Repubblica è il caso di cambiare. Questa poi è la vera occasione per chi si senta progressista. Cambiare è obbligo per cui c’è da cogliere la palla al balzo.
2) La questione del rifiuto della politica.
Si, più che antipolitica in Italia abbiamo il rifiuto della politica. Non siamo come gli americani o gli inglesi che semplicemente non si pongono neppure il problema di andare a votare. Noi abbiamo una tradizione più verace, più emozionale forse della politica. Siamo come i francesi, in generale siamo più continentali che anglofoni nel concepire il diritto/dovere del voto. L’antipolitica in Italia è un frutto (marcio) della Seconda Repubblica e così com’è stata creata solo una nuova (e Terza) Repubblica penso possa riportare quel minino di dignità alla politica da consentire lo sgonfiamento di bubboni come quelli di Grillo, che rappresenta una delle forme di populismo più becere del panorama politico europeo.
3) La questione Renzi.
Sinceramente ancora non riesco a dare un giudizio complessivo di questo personaggio. Provo a spiegarmi. Credo che si debba distinguere la sua figura da quelli che sono emersi come capisaldi del suo programma. Ora, io credo che per quanto riguarda il primo punto il buon Renzi from Incisa sia quanto di più spregevole si possa pensare. A me non piace come si presenta, non piace come si atteggia, non piace l’one man show, non piace l’idea del commander in chief, ecc., ma soprattutto, da ex-uomo di partito, non posso sopportare il modo con cui si relaziona con il PD che, fino a prova contraria, è ancora il suo partito. Per quanto riguarda il programma… Ca**o, se riesci a togliere le suppellettili, le battute ad effetto e la forma, ca**o… ripeto… Ha contenuti veri, interessanti e per molti versi più progressisti di Bersani il quale, secondo me, ha un programma che, al solito, non è né carne né pesce e alla fine si rivela la riproposizione del Prodi-bis… Peccato sia passato un quinquennio e il mondo intorno intanto si sia ribaltato… Eppure quell’ex-ciellino, cattolichino, destrorso di Renzi ha un programma che mi fa una gola pazzesca. Credo che sia ben poca la farina del suo sacco, ma gli va dato atto di essere riuscito a catalizzare proposte incredibilmente moderne e concrete. Alcuni esempi:
  • Il tentativo di reindirizzare le risorse europee che si perdono nei meandri della spesa corrente delle amministrazioni per liberare risorse per lo sviluppo (a onor del vero, va detto che questo punto è interessante se e solo se il budget 2014 – 2018 dell’UE viene approvato per quanto riguarda il piano di aiuti alla coesione per le aree depresse e che non sia troppo penalizzante per l’Italia).
  • La revisione della contrattazione collettiva nazionale (proposta da Ichino per la verità). Questa sì che è tanta roba. Proposta che appare anti-sindacale, ma che nei fatti è l’unico tentativo concreto di riportare il merito e la produttività in un mercato del lavoro asfittico come quello italiano.
  • Il riconoscimento del problema del digital divide e del Web come motore di crescita.
Ora, tornando a quanto di cui sopra.
Sia 1) che 2) che 3) sono tutte e solo eredità di un ventennio scelerato e su questo non ci piove, ma ti faccio un pronostico (sperando di essere smentito per quanto c’è di negativo nella mia “predizione”): Il berlusconismo non si cancellerà col 2013 e neppure al giro successivo, ma a marzo prossimo vincerà Bersani (che ovviamente a quel punto avrà vinto le primarie), per quanto non credo riuscirà a governare per 5 anni. Monti sarà presidente della Repubblica, il buon Renzi romperà col PD e nel giro di una legislatura o poco più non riuscirà a campare a meno che non riesca lui stesso a costruire il nuovo centro, una neonata Balena Bianca (o Celestina…), altro che Italia dei Carini.
Gli italiani resteranno i soliti, solo più poveri di prima, e saranno costretti, al solito, a farsi guidare dall’esterno com’è già successo dopo la Seconda Guerra Mondiale e non più tardi dell’anno scorso. Questo è solo il mio punto di vista, ma la vedo così.
P.S. Nonostante tutto ciò, io non so ancora chi votare domenica, porca m***a. Te lo giuro. Da una parte Renzi mi fa incazzare e dall’altra Bersani lo ritengo un uomo onesto, semplice e tutto sommato sincero, solo accerchiato da soloni in un partito che non ha capito dove ca**o andare e come parlare a quella fettona di italiani che provano ribrezzo per le storture e le ruberie di questa politica.
Ecco, mi servirebbe una via di mezzo tra i due, ma è un ballottaggio e per questo la scelta è dura.
Boh, alla fine domenica mattina mi presenterò a votare alla Fogliaia con una monetina in mano. Testa o croce?

Uomo: “Non sei a guardare il super confronto televisivo Bersani-Renzi?! Come ci siamo americanizzati! Però mi pare che un risultato queste primarie lo abbiano già raggiunto: c’è un gran fermento, noto un rinnovato interesse per questo tema. mi sembra che sia una bella “prima volta” per il panorama politico italiano. magari aprirà la strada anche per imitazioni, speriamo. Comprendo i tuoi dubbi tra i due modelli e in fondo penso sia proprio una scelta tra due modelli di politica profondamente diversi. Uno “antico”, se così si può dire, seppure con tutte le innovazioni e i rimaneggiamenti più o meno di facciata; l’altro è il modello “nuovo”, che prende il bello della giovane età, dell’uomo senza giacca, ma ha anche tanti stereotipi del peggiore berlusconismo che si è visto negli ultimi anni. Vincerà Bersani, sicuramente. ma sarà nuovamente cosa dura trovare una compagine per poter vincere le elezioni e poi eventualmente creare un governo credibile e presentabile a livello internazionale”.

Mezzuomo: “No, il superconfronto non l’ho visto. Sono già abbastanza confuso di mio. Come ti ho detto, per la prima volta da quando ho facoltà di votare, sono in difficoltà per cui ho bisogno di rimettere insieme un po’ le idee. In effetti mai, credo, nella storia della Repubblica si è vista una tale attenzione per il centro-sx, ovvio, che tutto è dovuto all’incosistenza della controparte, che ora più di prima è proprio sparita. Come dicevamo qualche mese fa, morto Silvio… Morto il centro-dx. Sì, apprezzo il confronto, preferirei un modello più tipo tribuna politica anni 80, ma d’altronde viviamo nell’epoca di Twitter (che peraltro si presta in modo incredibile alla velocità di questi tempi), ma comunque tutto ciò che è nuovo nel conservatorismo della televisione italiana è altro che positivo. E sì, ti do ragione nella questione dei modelli. Bersani si fida ancora del modello basato su un partito strutturato, come voleva D’Alema. Un modello che ha le sue liturgie e si basa su poteri più maneggioni e meno evidenti se vogliamo. Renzi è il modello anglosassone che avanza, con tutti i limiti ovviamente. È espressione del partito leggero, liquido di veltroniana memoria, e credo precorra i tempi di quel che saranno le istituzioni politiche italiane del futuro. Non so se questo modello si attagli all’Italia, ma è un fatto che in un momento di spaesamento generale come questo, dopo vent’anni di berlusconismo, è un modello potenzialmente vincente, ci piaccia o meno. Sul vincere alla fine vinceremo comunque. Non c’è partita. Comandare poi per 5 anni sarà altra roba, ma tutto questo parlare di PD non fa altro che bene a questo partito e alle possibilità di riuscita. Sul discorso poi della credibilità internazionale credo che sia tutto relativo. Alla fine comandano gli “sghèi” e se tu crei sviluppo e affari, piaci anche se sei uno sputo a livello internazionale. Il mondo è cinico e guidato dalla legge naturale del più forte. L’importante comunque sarà rendersi conto che le ricette dell’austerità e della scuola di Chicago insieme sono esplosive… Guardiamo in che condizioni è la Grecia e soprattutto l’Argentina… Speriamo ci passi la voglia di credere che si possa creare ricchezza senza produrre o semplicemente per mano divina. Vacca boia!” 

Il giorno dopo della… “singolar tenzone”

Eccomi il giorno successivo al confronto tra i 5 candidati alle primarie del Centro-Sinistra a cercare di fare un punto della situazione.

Un duello, o meglio uno scontro tra 5 contendenti, una royal rumble all’acqua di rose insomma.

Veniamo al dunque. Diciamo due parole su quello che è stato un unicum nella storia almeno recente della politica italiana. Dovremmo perderci in una miriade di valutazione preliminari riguardo al metodo, alla dinamica, alla statistica, e a tutto quel che volete per dire qualcosa di preciso su quanto abbiamo visto ieri sera, ma preferisco dare giusto pochi spunti di riflessione. Perché? Presto detto. Alla fine dei salmi ciascuno di noi, che andrà a votare tra una decina di giorni alle primarie del Centro-Sinistra, metterà semplicemente una croce su un nome, mosso da un mix di pancia e razionalità, per cui credo sia giusto lasciare agli analisti lo sviluppo di un’interpretazione profonda di quel che è stato il confronto di ieri sera.

Una sola premessa credo sia doverosa. Per quanto apprezzabile lo sforzo di Sky di incalzare a raffica i contendenti, credo che i tempi di risposta fossero oggettivamente stretti e possano aver impedito, in vario modo a ciascuno dei candidati, di esprimersi concretamente sul proprio programma (e pensiero). Un minuto e mezzo a risposta su questioni che riguardano il (potenziale) governo futuro di un paese come l’Italia sanno davvero di pistola alla tempia e impongono risposte spesso troppo poco attendibili.

Detto questo, veniamo ad una sintesi candidato per candidato.

Bersani. Convincente, deciso, chiaro e sicuro di sé. Unica pecca l’espressività. Ho avuto l’impressione che non avesse alcuna voglia di trovarsi in quella situazione, di essere incalzato in quel modo e di essere trattato “come” gli altri. Che il favorito abbia peccato di superbia?

Renzi. Discreto, ma non così convincente. Che sia arrivato alla tenzone col fiato un po’ corto? Le risposte, per quanto accettabili, sono sembrate troppo spesso “imbeccate”. Ha mostrato una buona sicurezza per quanto abbia dato l’impressione di essere come quegli studenti universitari (secchioni!) che si preparano in modo maniacale le risposte senza però avere una totale padronanza dell’argomento che trattano. Insomma, il voto sarebbe stato un buon 28, ma siamo sicuri che all’atto pratico sarebbe in grado di ottenere un analogo risultato?

Vendola. Discreto, ma lagnoso e poco “avvenente”. Il suo elettorato ce l’ha, perché non provare a convincere anche qualcuno che non la pensa esattamente come lui? Mi è parso spesso stucchevole nel ribadire fino allo spasmo quelli che ritiene essere contenuti fondanti il suo modo di intendere la politica di governo di domani. L’avversione per il fiscal compact e l’ossessione per la parità di genere, per quanto questioni che meritano una sacrosanta attenzione, non sono tutto, io credo.

Puppato. Tranquilla, sicura (quasi) sempre, ma poco efficace nella comunicazione verso coloro che non sono esattamente “avvezzi” alla politica. Apprezzabile lo sforzo di confrontarsi contro i “mostri sacri” di cui sopra (in termini di seguito e visibilità), ma debole nel catalizzare l’attenzione di quelle donne che potrebbero essere forse l’arma in più per la sua campagna.

Tabacci. Piacevole sorpresa. Si badi bene, nutro le mie remore nei confronti di uno che ha cambiato molte casacche pur restando nel solco della vecchia Balena Bianca, ma va dato atto al politico di lungo corso di essersi presentato in modo sicuro, deciso e forse – comunicativamente parlando – vincente. Certo, parte con handicap, ma può dire la sua e portare contributi pragmatici ed interessanti ai programmi spesso troppo fumosi dei suoi avversari.

Insomma. Ma chi ha vinto? Bah, io credo che l’unico soggetto ad aver davvero vinto sia stato il Centro-Sinistra. Perde un po’ di smalto forse il PD in quanto tale, dato che su molte questioni i candidati sono sembrati appartenere ciascuno ad un partito d’ispirazione diversa. Vero è che il pensiero unico è poco interessante, ma non sarà forse che nel PD ci siano tanti pensieri quante sono le tessere di partito?

Certo, per converso, provate ad immaginarvi quello che potrebbe essere un confronto cui abbiamo assistito ieri tra i candidati alle primarie che escono dalle macerie dell’altro schieramento. Wow! Sarebbe difficile per Sky anche solo trovare le domande, figuratevi che cosa potrebbero essere le risposte!

Ho sempre più l’impressione che il solo sfidante del Centro-Sinistra nel 2013 sarà un certo Beppe Grillo. Uff…

Se mi chiedete un personale giudizio sulla sola performance di ieri sera, io dico in ordine: Bersani – Renzi – Tabacci – Puppato – Vendola. Attenzione però perché non sono affatto convinto che questi siano i veri valori in campo.

Ne vedremo delle belle dunque tra due domeniche. Chi vivrà… vedrà!