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Un futuro ormai scritto?

Chi saranno le potenze economiche mondiali da qui ai prossimi anni? La risposta pare ovvia, i BRICS.
Un conto però è dire che domani qualcuno farà meglio di te, un altro è constatare che qualcuno sta GIA’ facendo meglio di te!
Ieri è uscito uno studio del CEBR inglese (Centre for Economics and Business Research) che ha annunciato l’avvenuto sorpasso del Brasile ai danni del Regno Unito in termini di PIL.
L’Italia al solito resta al palo, all’ottavo posto, ma la distanza dai suoi inseguitori (Russia e India) si fa sempre più esigua.

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Insomma, secondo questa previsione, nel 2020 la Vecchia Europa sarà davvero vecchia ed i rapporti economici e geopolitici saranno totalmente diversi da quelli che abbiamo conosciuto finora. A nostra parziale difesa, possiamo prevedere che il forte sviluppo registrato in questi paesi dovrà necessariamente rallentare. L’aumento della ricchezza in paesi storicamente poveri, infatti, è fisiologicamente correlato con una crescente richiesta di condizioni migliori di vita, di diritti sul lavoro, di welfare, di servizi, ecc.
Dal nostro punto di vista, di italiani prima ed europei poi, credo dovremmo riflettere con sempre più attenzione sulla necessità di una rapida integrazione a livello continentale, altrimenti il nostro destino è segnato. Saremo cannibalizzati dai BRIC e, si badi bene, il problema sarà prima di tutto sociale nel momento in cui ci accorgeremo che quanto abbiamo finora ottenuto (e sfruttato) non potrà essere mantenuto.
Non ci sarà City che tenga, e neppure rendite per l’orticello tedesco o per la mania di grandeur francese se non ci diamo una svegliata, se non accettiamo di iniziare a ragione in termini di mutualità continentale e se non uniamo i nostri pregi (e difetti) una volta per tutte.
Si potrà senza dubbio obiettare che si può essere felici anche senza crescita e che, anzi, il PIL non è l’indicatore migliore del benessere (e della felicità) di un paese. Tutto vero. A patto che ci si renda conto che nei momenti difficili tanto più che in quelli facili, tutti dovrebbero remare nella stessa direzione e non “privatizzare gli utili e socializzare le perdite”, come si è fatto con sempre maggior gravità in questi ultimi anni.
Potremmo fare come il Bhutan in cui si fa di tutto per far “felici” i cittadini ed addirittura si cerca il modo migliore per massimizzare la felicità… A patto però di un “leggerissimo” isolamento di stampo himalayano.
Mh mh mh… No… l’Europa non mi sembra proprio il Bhutan!
Per informazioni: http://www.kingdomofbhutan.com/kingdom/kingdom_.html

Prime avvisaglie…

… di recessione.

Ecco gli ultimi dati del PIL italiano al terzo trimestre 2011.

I dati sono concatenati e destagionalizzati, ovvero depurati dall’inflazione e dall’effetto del calendario.

Come abbiamo più volte detto servono tecnicamente due trimestri cnsecutivi di crescita negativa per parlare di recessione, ma la cosa più spaventosa, io credo, è quanto siamo distanti dai volumi di PIL che producevamo prima della crisi subprime del 2008. Ogni trimestre produciamo circa 15 miliardi meno di quanto non facessimo 4 anni fa, ovvero 60 miliardi meno l’anno.

Avete capito ora perché facciamo manovre correttive su manovre correttive?

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Per una visione del mondo basata sui fatti

Questo è lo slogan di un sito Web meraviglioso che ho trovato navigando nell’oceano della Rete. Sono talmente entusiasto di questo sito che consiglio a tutti di andare a vederlo, e magari di scaricare il software da desktop che permette di customizzare l’infinita quantità di dati presenti nei suoi archivi. Il sito in questione è http://www.gapminder.org/. Andateci! Ne vale veramente la pena.

E visto che siamo in tema, vi incollo una screenshot di un grafico relativo alla penetrazione di Internet nel mondo.

Come potrete vedere, si tratta di dati aggiornati al 2007. Sull’asse sinistro (y) avete il numero di internauti ogni 100 abitanti, sull’asse in basso (x) il reddito per persona (calcolato come rapporto tra PIL e numero di abitanti aggiustato secondo l’inflazione), in alto a destra vedete i colori corrispondenti alle zone geografiche del mondo (l’Europa, per intendersi, è l’arancione). L’ampiezza delle bolle, gli indicatori per ogni paese, è basata sul numero di abitanti.

Ho evidenziato solo alcuni paesi che ho ritenuto rilevanti e, tanto per cambiare, potete vedere che l’Italia è quasi maglia nera in Europa (o meglio nella Ue) e forse anche nei paesi sviluppati; solo la Grecia è messa peggio di noi. C’è da riflettere no?

Ora, dalla screenshot non potete navigare nel dettaglio… ma… è un motivo in più per andare su questo fantastico sito.

Fatevi una domanda quantitativa sul mondo e molto probabilmente troverete – gratuitamente – una risposta ragionevole. Fantastico.

Povera Italia

Questi due ci prendono in giro. Il mondo si fa beffe di noi.

E noi?

C’incazziamo… ma neanche poi tanto.

Il teatrino del duo Sarkò-Merkel all’ennesimo summit inconcludente è stato decisamente di cattivo gusto.

Un giornalista ha chiesto loro se l’Italia ce la farà ad onorare l’impegno della crescita presentando un programma concreto. Il duo (o meglio la Merkelona) ha risposta sorridendo, facendo “spallucce” e restando decisamente sul vago. Poco dopo, lo stesso giornalista, ha chiesto se Berlusconi avesse dato loro l’impressione di rendersi conto della gravità della situazione e se mai avesse “rassicurato” l’Europa, il duo (o meglio il neo-padre Sarkò) si è messo addirittura a “ridere”!

Ora, al di là della caduta di stile del nano francese (… e che caspita, non ce l’avremo mica solo noi un presidente nano!) e del silenzio colpevole della signorotta tedesca, il problema è grave, gravissimo.

L’Italia esce dalla giornata di oggi con le ossa ancora più rotte di ieri. Vediamo come reagiranno i mercati domani (per quanto il comportamento schizofrenico di questi ultimi tempi potrebbe far presagire anche una corsa verso l’alto che non rispecchia i fondamentali), diamo altri due giorni a Silvio per presentare questo benedetto dl sulla crescita (la scadenza imposta dall’Europa pare sia proprio mercoledì), ma la malattia resta, anzi, peggiora.

Certo, quel che passerà alla storia della giornata di oggi (al di là del terremoto in Turchia e dell’infausto evento occorso in MotoGP) è che l’Italia dal 23 ottobre 2011 è stata accostata senza mezzi termini alla Grecia, che l’Europa ed il mondo si fanno beffe di noi e che, tanto per cambiare, il nostro Presidente del Consiglio continua imperterrito a dare sfoggio delle sue peggiori qualità… ma, in fondo, lui è l’imprenditore migliore degli ultimi trent’anni di storia italiana e non ha mai perso nessuna delle sfide che ha affrontanto e quindi ce la farà… Sigh!

Che tristezza, che peccato.

Oggi tutti vorremmo trovare un minimo di fiducia nei nostri mezzi che, comunque, è innegabile ci siano, eppure, anche stasera, e più di ieri, la speranza lascia spazio al disincanto e alla disperazione.

Beh, domani è un altro giorno, sarà lunedì, e, come al solito, mi rimboccherò le maniche per produrre quella minima percentuale di PIL che fa bene al mio portafogli prima di tutto ed al benessere del Paese, speriamo lo facciano anche i nostri governanti.

Pareggio di Bilancio 2: Lacrime e Sangue

Ho appena finito di ascoltare la conferenza stampa congiunta di Tremorti e del redivivo Silvio. Non è facile dare giudizi a caldo su una delle manovre più impegnative (e sconcertanti) per noi italiani dal Dopoguerra ad oggi, ma 3 domande a quei due vorrei proprio farle:

  • Giulietto, il nostro debito è esorbitante (1.901 mld di € ad oggi) ed il nostro deficit è alquanto rilevante, è vero, ma siamo davvero sicuri che lavorare brutalmente sul fronte costi ed in misura solo marginale sull’aumento del gettito ci tuteli da un futuro (e neanche troppo lontano) ritorno allo status quo ante questa manovra?

Non sono molto fiducioso. L’esempio greco è lampante. La super austerity ha portato ad un -6,6% di PIL nel semestre appena passato… praticamente non producono più neppure la feta.

  • Silvio, che diavolo ti avranno mai scritto di così “confidenziale” il Tricheco e Draghi perché tu non ci abbia messo al corrente del contenuto della celebre missiva e abbia dovuto impacchettare una manovra monstre in una settimana?

Giorgino (Napolitano), per favore, intervieni tu! Sinceramente ho un po’ di paura…

  • Silvio, hai detto che non sarà necessaria la fiducia. Ok, d’accordo, ma se ti permettiamo di spremerci così da qui ai prossimi 3 anni, te ne vai in Tunisia, o dove vuoi tu, una volta approvata la questa maledetta manovra?

E dai?!? Su! Su! Su! Fai che sia l’ultima! Dai il buon esempio: taglia la tua poltrona prima delle altre!