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Tasse tasse… E ancora…

… Tasse!

Possibile che sia diventato un qualunquista? Possibile che sia diventato un uomo che si fa forza dei pregiudizi, che sparla di tutto e tutti, che “pensa male”, che “quelli son tutti ladri”, ecc.?

No, non lo credo.

Signori, siamo agli sgoccioli dell’agenda Monti e la delusione ormai si fa lampante.

No, non pensavo che potesse arrivare uno che con la bacchetta magica rimettesse le cose a posto, sempre che siano mai state a posto le cose nel nostro paese. No, non pensavo che il rigore dei conti pubblici potesse prescindere da nuove tasse e tagli. No, non pensavo che questo governo di tecnici sarebbe riuscito in tutti i suoi propositi iniziali.

Pensavo però che non avrebbe preso in giro un paese che negli ultimi vent’anni “ha visto cose che voi umani…”

Mi sbagliavo, e non di poco.

Il fallimento del governo Monti nel dare speranza a noi italiani non passa soltanto per l’incredibile dose di tasse imposte, la totale mancanza di visione del futuro e l’iniquità generale dei provvedimenti approntati, ma anche nel modo in cui sono state plasmati e serviti al volgo.

Per restare in tema, in questi giorni la mia personale classifica di “impresentabili” si è arricchita da cotal Grilli. Ministro dell’economia quasi per caso, pare, che ha tirato fuori dal cilindro due numeri da prestigiatore nato. In primis ha introdotto i provvedimenti che sarebbero confluiti nella legge di stabilità con un nonsoché di magico, in secundis, a legge approvata, ne ha presentato i dettagli come fossero il sacro Graal, la fonte dell’eterna giovinezza, il nonplusultra delle leggi del Creato. No, non sono diventato blasfemo, ma questo ministro dell’economia dovrebbe essere preso a calci. Perdonatemi, stasera sono un po’ livoroso!

Andiamo con ordine. Qualche giorno fa, intervistato riguardo al possibile innalzamento dell’IVA al 23% nel 2013, Grilli ha affermato qualcosa di così strabiliante che quasi non volevo crederci. Ha detto che il governo Monti sarà ricordato per aver abbassato le tasse in quanto l’IVA non sarà innalzata al 23%, come previsto dal decreto Salva-Italia dell’anno scorso, ma solo al 22%. Sì, avete capito bene. Questo governo è meglio di Mandrake! Ecco poi che, non soddisfatto ancora dalla splendida magia, Grilli torna alla ribalta e oggi dichiara che la legge di stabilità consentirà, con la riduzione di un punto delle prime due aliquote dell’IRPEF, una riduzione delle tasse, una compensazione degli effetti dell’aumento di un punto dell’IVA cosicché che il 99% degli italiani nel 2013 pagherà meno tasse.

Aiutoooooo! L’uomo che dovrebbe tenere sotto controllo i conti della macchina statale non sa fare neanche un conto della serva! Non serve un master in Economics a New York per capire che l’ha fatta proprio fuori dal vaso. Un solo esempio. Il reddito mediano in Italia (che cade tra i 20 e i 25 mila euro lordi) avrà benefici per circa 40 – 50 euro tra taglio dell’IRPEF e aumento dell’IVA, ma tutto ciò è vero AMMESSO E NON CONCESSO che i prezzi restino fermi nel 2013. Peccato che l’inflazione corra tra il 2 ed il 3% e che l’imposizione di un punto ulteriore di IVA abbia effetti devastanti sull’andamento dei consumi e dei prezzi. Ed ecco che abbiamo bruciato in un attimo il foglio arancione che avete nel portafoglio e che Mago Grilli dichiara risparmierete! Questi sono i numeri VERI!

Caro Grilli, che cosa ti stai fumando? Passala anche a noi, magari qualche sostanza psicotropa illegale potrebbe farci ritrovare un po’ di ottimismo!

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Dire le cose come stanno

Potreste obiettare che questa mia affermazione è contraddittoria, che sia una specifica forma di quelle generalizzazioni tipiche del modo di riflettere dell’italiano medio. Bhè, avete ragione.

Ecco, allora basta con questi discorsi fumosi. Andiamo al concreto.

È in momenti difficili come questo che dobbiamo impegnarci più che mai a fare pulizia.

Monti si muove in due direzioni in questi torridi giorni agostani. Modi e tempi per un taglio drastico del debito fatto di cessioni una tantum e strutturale revisione della spesa e misure concrete per la crescita nel breve-medio periodo. Misure in teoria epocali e ambiziose, ma destinate a fallire se non condite da vere misure di equità nei confronti di quei 2/3 di italiani virtuosi ed un parallelo e brutale “lavaggio del cervello” per quel rimanente terzo di “parassiti” sociali.

Sì perché oggi più che mai dobbiamo dire le cose come stanno. Dobbiamo affermare con forza che le misure di austerità sono state pagate solo dagli italiani virtuosi e che la depressione di questi tempi è dovuta principalmente al prelievo straordinario operato sui lavoratori dipendenti di questo paese. Risvegliare la nostra economia è possibile. Per farlo è necessario rilanciare i consumi interni (visto che le esportazioni tutto sommato male non vanno), cosa possibile solo mettendo più soldi in tasca a coloro che sono stati sovratassati. Ben venga dunque in tempi brevi l’auspicato taglio dell’IRPEF (per quanto Monti stia ritrattando giusto in queste ore!), ben venga la vendita di una serie di beni immobiliari dello Stato che sarebbero destinati a diventare ruderi e ben venga la patrimoniale per i ricchi, alla faccia di quell’antipatico di Grilli che la esclude ritenendo di averla già applicata.

E ancora, dire le cose come stanno, significa dire ai nati tra la metà dei Settanta e la fine degli Ottanta che non potranno oggettivamente avere quel che hanno avuto i propri genitori, dovranno anzi rimboccarsi le maniche ed essere disposti al sacrificio in modo che almeno le generazioni successive possano avere una speranza di star meglio. I figli di questa crisi forse nasceranno con gli anticorpi, ma solo se chi la crisi oggi la vive davvero se li farà.

Infine, il capitolo più spinoso. Chi non rema in questa direzione, chi vive alle spalle degli altri, deve pagare.

Basta con il buonismo, basta con le falsità.

Basta con il dire che combattere l’evasione in periodi di crisi deprime un’economia devastata come la nostra.

Basta con la giustificazione dell’evasore, anzi, facciamo come gli inglesi, pubblichiamo le foto dei 20 maggiori evasori del Regno Unito, costruiamo loro una vera e propria “gogna mediatica”. L’evasore deve ridare tutto quel che ha rubato e se non può perché soldi o beni non ne ha, deve scontare la pena con lavori socialmente utili. Misericordie, Pubbliche Assistenze & co. ne hanno un gran bisogno.

Non ci sono vie intermedie. Facciamo che il bianco sia bianco ed il nero sia nero (come direbbe Jarabe de Palo).

L’Europa oggi non può aiutarci. Su questo apriremo una parentesi nelle prossime puntate.

Il galeone Italia però può farcela da solo, ammesso che il comandante segua la giusta rotta ed i vogatori remino con ritmo, coesione ed intensità senza conflitti e condividendo il sudore e la fatica.

In balia della corrente

Chi dopo di lui?

Ennesimo esempio della pochezza della politica italiana.
Dopo Antonio Fazio, e le sue connivenze coi “furbetti”, abbiamo avuto uno dei pochi orgogli nazionali: Marione Draghi.

E dopo?

Ebbene, siamo di nuovo in panne.
Il Presidente del Consiglio, che “deve” eleggere il nuovo Governatore, vuole Saccomanni, anche se non ne è convintissimo non essendo un “suo” candidato, il Ministro dell’Economia, con la Lega, vuole Grilli (per la verità la Lega vorrebbe un uomo del nord… per partito preso), e arriva a minacciare addirittura di far cadere il Governo in caso di mancata nomina.

Ancora una volta, siamo al ridicolo.

In un momento in cui servirebbe mostrare forza e capacità decisionale, riusciamo a mostrare il nostro lato peggiore, la debolezza e l’incapacità prospettica di questo Governo.

Come finirà questa storia? In una brutta figura, as usual.

Come al solito, si “bypassa” il merito delle questioni. Non uno di noi ormai si chiede quale dei due candidati (sempre che non ce ne siano altri…) sia il più adatto al ruolo, anzi peggio, nessuno di noi si chiede chi siano Saccomanni e Grilli.

In un momento in cui la parola “recessione” non è più tabù, anzi, rischia di diventare una solida realtà, noi – ancora una volta – siamo in balia della corrente.